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CDV Area Riservata

Sabato 4 febbraio ore 15.15   
GIULIANO MAURI

Sculture, installazioni, opere ambientali
Musei Civici di Palazzo Farnese, Museo Archeologico, Piacenza
Visita guidata da Roberto Borghi

Fin dagli anni Sessanta Giuliano Mauri si è dedicato all’indagine del rapporto tra uomo e natura, realizzando opere che evidenziano l’intima necessità dell’uomo di vivere in armonia con il mondo naturale.   Fare esperienza di queste opere significa entrare in rapporto con il mondo semplice e allo stesso tempo spiritualmente ricco di un artista che cerca continuamente una sintonia ancestrale con la natura attraverso la creazione di forme leggere e intensamente poetiche. Ci guiderà il critico comasco Roberto Borghi, curatore della mostra. Due buone ragioni per fare insieme questa visita. Scheda dell'attività

Modalità di partecipazione
Per chi intende recarsi a Piacenza con mezzi propri
l'appuntamento è all'ingresso della mostra, a Palazzo Farnese, alle ore 15.10.

Per chi preferisce viaggiare in treno,
ritrovo alla Stazione di Como S.Giovanni con Milly Pozzi alle ore 12.00.
Il treno per Piacenza parte alle 12.22.

Il biglietto di andata e ritorno costa € 17,00.
L’ingresso alla mostra
è gratuito. Il termine della visita è previsto per le 16.30.
Un comodo treno da Piacenza alle ore 17.09 ci riporterà a Como per le 19.38.
E’ gradita la conferma della partecipazione entro venerdì 3 febbraio,
tramite una e-mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. nella quale andranno
specificati cognome, nome, recapito telefonico.

 

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In attesa di condividere i nostri programmi per l’anno appena iniziato, e con la sensazione ancora viva delle provocazioni scaturite dai dialoghi sull’Arte Contemporanea che hanno chiuso il 2011,  proponiamo una riflessione sul tema dell’arte come capacità estetica di sublimazione

“Hanno questo di proprio le opere d’ingegno, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l’inevitabile infelicità della vita, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia a un’anima grande che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia e scoraggiamento della vita servono sempre di consolazione, raccendono l’entusiasmo e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta.”

Giacomo Leopardi, Zibaldone di pensieri

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